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Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026: fino a 10.000 euro per AI, CRM e digitalizzazione aziendale

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    Quante volte hai pensato di introdurre un CRM decente, o magari un agente AI che aiuti il tuo team a lavorare meglio, e poi hai rimandato tutto perché il budget di quest’anno era già stato assegnato ad altro? Succede più spesso di quanto pensi. Ne parliamo praticamente ogni settimana con imprenditori e responsabili marketing che sanno benissimo cosa vorrebbero fare, ma faticano a trovare il momento giusto per farlo.

    Il Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026 potrebbe essere quel momento. Le PMI lombarde possono ottenere un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro, per costruire un progetto di innovazione digitale che comprenda tecnologie come intelligenza artificiale, CRM, cloud o automazione dei processi.

    In due righe: il bando copre metà delle spese ammissibili di un progetto digitale, fino a 10.000 euro (a cui si aggiungono eventuali premialità), a patto che il progetto includa anche consulenza o formazione. Le domande si presentano dall’8 luglio 2026, con invio telematico dalle 11:00 del 28 luglio.

    Prima però una cosa va detta subito, senza girarci intorno: non tutto rientra nelle spese finanziabili. Sito web, e-commerce, campagne pubblicitarie e attività di promozione commerciale sono escluse dal regolamento in modo esplicito. Quindi no, non puoi usare questi fondi per rifarti il sito. Ma se stai valutando un CRM, un agente AI o un progetto di automazione, allora vale davvero la pena continuare a leggere, perché qui sotto trovi tutto quello che serve per capire se il tuo caso rientra o no.

    Che cos’è, in pratica, questo bando

    Nasce da un accordo tra le Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia, dentro la cornice del Piano Transizione 5.0. L’idea di fondo è semplice: aiutare le micro, piccole e medie imprese della regione a fare quel passo verso il digitale che spesso rimandano per motivi economici, unendo la transizione digitale a quella ecologica (da qui il nome un po’ particolare, “Doppia Transizione”).

    I numeri che contano davvero, quelli utili per capire se ha senso partire, sono questi. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 10.000 euro a cui si possono sommare piccole premialità. L’investimento minimo richiesto è di 4.000 euro. La dotazione complessiva è di 4.463.500 euro, divisa per territorio, e la procedura funziona a sportello: chi presenta prima, nell’ordine cronologico corretto, ha più chance di rientrare tra le domande finanziate. Le domande si aprono l’8 luglio 2026 alle 10:00, l’invio telematico parte dalle 11:00 del 28 luglio, e il progetto va realizzato e rendicontato entro il 30 aprile 2027.

    C’è un dettaglio che genera sempre un po’ di confusione, quindi meglio chiarirlo subito: il contributo non si calcola sull’investimento complessivo della tua azienda, ma solo sulla parte di spesa che il regolamento considera ammissibile. Sono due cose diverse, e più avanti vediamo esattamente dove sta il confine.

    Aggiungo un dettaglio minore ma che vale la pena sapere: chi ha già il rating di legalità o la certificazione della parità di genere ottiene una piccola premialità aggiuntiva. Non cambia gli equilibri del progetto, ma se la tua azienda ce l’ha già, tanto vale segnalarlo in domanda.

    Chi può partecipare al bando

    I requisiti principali, senza scendere troppo nel tecnico, sono: essere una micro, piccola o media impresa; avere sede legale in Lombardia; avere un’unità produttiva attiva in uno dei territori che finanziano il bando (Brescia, Como-Lecco, Cremona-Mantova-Pavia, Milano-Monza Brianza-Lodi, Sondrio o Varese); non essere già stati assegnatari del contributo della scorsa edizione, il Bando Voucher Digitali 4.0 Lombardia 2025; ed essere in regola con DURC e diritto camerale annuale. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

    Ogni territorio ha una dotazione dedicata, e non sono cifre uguali. Milano-Monza Brianza-Lodi ha lo stanziamento più alto, 2,5 milioni di euro. Seguono Brescia con 600.000 euro e Cremona-Mantova-Pavia con 460.000 euro — quest’ultimo è proprio il territorio dove abbiamo sede noi, quindi se la tua impresa opera in questa zona, il requisito territoriale è già coperto.

    Detto questo, meglio essere chiari su un punto: l’ammissibilità va sempre verificata sulla situazione specifica della tua azienda, con la documentazione camerale aggiornata alla mano. Noi possiamo aiutarti a capire se il progetto tecnologico che hai in mente è coerente con le finalità del bando. La verifica formale dei requisiti aziendali, invece, spetta al tuo commercialista o a un consulente specializzato in finanza agevolata.

    Quali investimenti digitali sono finanziabili

    Qui arriviamo alla parte che probabilmente ti interessa di più. Il regolamento elenca in modo piuttosto dettagliato le tecnologie ammissibili, e diverse di queste si sovrappongono esattamente con i servizi che offriamo noi ogni giorno.

    Intelligenza artificiale e agenti AI

    Il bando cita espressamente machine learning, deep learning, NLP, modelli linguistici LLM, agenti AI e data mining — non è una menzione generica buttata lì, ma una delle voci più dettagliate di tutto l’articolo 7. Da qualche mese progettiamo agenti AI su misura per le aziende che seguiamo, e leggendo questa parte del bando abbiamo pensato subito a diversi progetti che potrebbero rientrarci: un assistente addestrato sui contenuti e sui documenti aziendali, un agente che aiuta i dipendenti a consultare procedure e manuali senza perdere tempo a cercarli, un chatbot avanzato collegato al CRM o al sistema di ticketing, oppure uno strumento che supporta il reparto commerciale nella gestione delle richieste.

    C’è però una precisazione che vale la pena fare, perché altrimenti si rischia di fraintendere. Un agente AI applicato al marketing va inteso come tecnologia di analisi, integrazione e automazione dei processi — non può diventare un modo indiretto per far rientrare nel progetto la gestione delle campagne Google Ads o Meta Ads, che restano fuori dal bando in ogni caso.

    CRM e automazione commerciale

    Il Customer Relationship Management è incluso espressamente tra le tecnologie ammissibili. Se oggi la tua azienda gestisce i contatti commerciali su Excel, tra email sparse e appunti presi al volo durante le chiamate, questa è probabilmente la voce più interessante di tutto il bando per te. Parliamo di introduzione o configurazione di un CRM, costruzione di pipeline commerciali su misura, lead scoring, assegnazione automatica dei contatti ai commerciali, notifiche e task automatici, dashboard per monitorare l’attività di vendita in tempo reale. La marketing automation può rientrare quando è parte di un percorso di digitalizzazione del CRM — non quando si riduce all’invio di newsletter o ad attività puramente promozionali.

    Software integrati e digitalizzazione dei processi

    Il bando ammette anche soluzioni per il coordinamento integrato dei processi aziendali: ERP, MES, PLM, SCM, comprese le tecnologie di tracciamento come RFID e barcode. In pratica portali aziendali riservati, workflow per l’approvazione di documenti e preventivi, sistemi di ticketing interno, collegamenti tra CRM e gestionale già esistenti. L’obiettivo, in tutti questi casi, è sostituire procedure basate su Excel ed email con flussi digitali strutturati e più veloci da gestire.

    Cloud, cybersecurity e big data

    Rientrano tra le tecnologie ammissibili anche cloud computing, soluzioni di cyber security e business continuity, sistemi di big data e analytics. Canoni software, licenze e servizi cloud possono essere ammissibili, ma solo quando sono coerenti con il progetto complessivo, vengono fatturati e pagati nel periodo previsto e sono collegati in modo reale a una delle tecnologie elencate dal bando — non come costo ordinario scollegato da un progetto vero e proprio.

    Cosa invece non è finanziabile

    Su questo punto meglio essere chiarissimi da subito, perché evita di costruire un progetto che poi viene respinto in istruttoria e fa perdere tempo a tutti.

    ServizioAmmissibilità
    Intelligenza artificiale e agenti AIPotenzialmente ammissibile
    CRM e integrazioniPotenzialmente ammissibile
    Software per i processi aziendaliPotenzialmente ammissibile
    Cloud, cybersecurity, big dataPotenzialmente ammissibile
    Consulenza per implementare le tecnologieAmmissibile con fornitore qualificato
    Formazione sulle tecnologie introdotteAmmissibile con fornitore qualificato
    Sito web aziendaleNon ammissibile
    Nuovo e-commerceNon ammissibile
    Google Ads e Meta AdsNon ammissibili
    Web advertising in generaleNon ammissibile
    Consulenza di mera promozione commercialeNon ammissibile
    Spese per la presentazione della domandaNon ammissibili

    Il regolamento esclude in modo esplicito i siti web aziendali e i servizi di web advertising, oltre alle consulenze legate alla presentazione della domanda stessa, alla telefonia, a trasporto e vitto, e all’acquisto di PC quando non è collegato a un’altra tecnologia ammessa.

    Sull’e-commerce vale la pena un chiarimento in più, perché è la domanda che ci arriva più spesso. La realizzazione di un nuovo e-commerce non rientra tra le spese finanziabili, punto. Diverso è il discorso se l’obiettivo è digitalizzare un processo aziendale che tocca anche l’e-commerce — pensa all’integrazione tra piattaforma di vendita, magazzino, gestionale e CRM. In quel caso il progetto potrebbe essere valutato, ma sempre sulla base della coerenza specifica dell’intervento, non della semplice creazione del negozio online.

    Come deve essere composto il progetto

    Non basta comprare un software e portare la fattura in Camera di Commercio. Il bando richiede un progetto organico, con due componenti obbligatorie: una tecnologica (una o più delle tecnologie elencate nell’articolo 7) e una di consulenza e/o formazione, erogata da un fornitore qualificato — università, centri di trasferimento tecnologico, Innovation Manager certificati, fornitori iscritti all’Elenco Fornitori 4.0 di Unioncamere Lombardia, tra gli altri.

    La somma di consulenza e formazione deve rappresentare tra il 30% e il 70% del totale delle spese ammissibili. Non serve averle entrambe: basta anche solo la consulenza, oppure solo la formazione, purché la componente tecnologica ci sia sempre e la percentuale sia rispettata.

    Per capirci meglio, ecco come potrebbe distribuirsi un progetto da 20.000 euro: tecnologia, software e licenze per 11.000 euro, analisi e implementazione per 7.000 euro, formazione del personale per 2.000 euro. Totale 20.000 euro di spese, contributo potenziale 10.000 euro — il massimo previsto dal bando. È solo un esempio, sia chiaro: ogni progetto va costruito sulle esigenze reali dell’azienda, non su uno schema fisso.

    Quattro esempi di progetti che potremmo realizzare insieme

    Il primo è un assistente AI per la gestione documentale: un sistema che permette ai dipendenti di consultare manuali, listini, procedure e documenti tecnici semplicemente scrivendo una domanda in linguaggio naturale, invece di perdere tempo a cercare tra cartelle e file sparsi ovunque.

    Il secondo è un chatbot AI collegato al CRM, capace di rispondere alle domande dei clienti, raccogliere informazioni, classificare le richieste, aggiornare automaticamente il contatto nel CRM e smistare la conversazione al reparto giusto. Va detto: il sito su cui viene inserito il chatbot resta comunque fuori dal progetto agevolato, quello riguarda sempre e solo la parte tecnologica dell’assistente.

    Il terzo riguarda CRM e automazione commerciale, pensato per chi oggi gestisce contatti e trattative tra Excel ed email senza un vero sistema dietro. Include pipeline commerciale, raccolta centralizzata dei lead, lead scoring, dashboard e formazione del team vendite.

    Il quarto è un portale per digitalizzare un processo aziendale specifico — richieste di preventivo, gestione delle commesse, approvazione documenti, comunicazione tra reparti. Il focus qui è sempre sul miglioramento reale del processo interno, non sulla semplice presenza online.

    Quando e come presentare la domanda

    La piattaforma Restart apre l’8 luglio 2026 alle 10:00 per compilare la domanda e caricare la documentazione. L’invio telematico vero e proprio parte dalle 11:00 del 28 luglio. Poi c’è tempo fino al 30 aprile 2027 per realizzare il progetto, pagare le fatture e presentare la rendicontazione.

    La procedura è a sportello e segue l’ordine cronologico di presentazione: significa che, se le risorse dovessero finire, vengono finanziate le domande arrivate prima, fino a esaurimento fondi del proprio territorio. Per questo il consiglio più utile che possiamo darti è preparare per tempo progetto, preventivi e documentazione. Aspettare l’apertura dello sportello per iniziare a ragionarci potrebbe voler dire arrivare quando altre aziende sono già pronte da settimane.

    Detto questo, non possiamo prometterti che il contributo verrà approvato: dipende dai fondi disponibili sul tuo territorio e dall’esito dell’istruttoria delle Camere di Commercio.

    Come possiamo darti una mano

    Da qualche mese lavoriamo anche su agenti AI, oltre ai servizi più “storici” di CRM e automazione dei processi, e questo bando si incastra bene con il tipo di progetti che seguiamo ogni giorno per le aziende del Nord Italia.

    Il metodo che usiamo è più o meno sempre lo stesso: prima un’analisi preliminare per capire quale processo digitalizzare e quali sono i problemi reali di oggi, poi la definizione della soluzione tecnologica più adatta, la progettazione tecnica vera e propria (architettura, attività, voci di preventivo), l’implementazione — sviluppo o configurazione, più il collegamento con i sistemi che già usi — e infine formazione e avviamento, per far sì che il tuo team sappia davvero usare quello che abbiamo costruito insieme.

    Una cosa la teniamo a dire con trasparenza, perché è giusto così: possiamo affiancarti nella definizione e realizzazione tecnica del progetto, ma la verifica amministrativa dei requisiti e la presentazione della domanda vanno gestite da te o da un consulente specializzato in finanza agevolata. Anche perché, come abbiamo visto, le spese di presentazione della domanda non rientrano tra quelle ammissibili.

    Hai un processo aziendale che vorresti automatizzare? Raccontaci come lavori oggi: valutiamo insieme la soluzione tecnologica più adatta e la sua coerenza con il Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026.

    Domande frequenti

    Quanto finanzia il Bando Doppia Transizione Lombardia 2026? Il contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo ordinario di 10.000 euro. L’investimento minimo richiesto è di 4.000 euro.

    Un progetto di intelligenza artificiale è finanziabile? Sì. Il regolamento include espressamente machine learning, deep learning, NLP, LLM, agenti AI e data mining, a condizione che il progetto sia organico e comprenda anche consulenza o formazione.

    La realizzazione di un sito web è finanziabile? No, il bando esclude espressamente i siti web aziendali dalle spese ammissibili.

    Un nuovo e-commerce è finanziabile? No, la realizzazione di un nuovo e-commerce non rientra tra le spese ammissibili.

    Il CRM è finanziabile? Sì, è incluso espressamente tra le tecnologie ammissibili all’articolo 7. La valutazione definitiva dipende comunque dalla coerenza complessiva del progetto presentato.

    Le campagne Google Ads e Meta Ads sono finanziabili? No. Il bando esclude l’acquisto di servizi di web advertising e le consulenze di mera promozione commerciale o pubblicitaria.

    Sono obbligatorie sia consulenza sia formazione? No, basta prevedere consulenza oppure formazione, oltre alla componente tecnologica. La somma delle due voci deve però rappresentare tra il 30% e il 70% delle spese ammissibili.

    Quando si presenta la domanda? La compilazione si apre alle 10:00 dell’8 luglio 2026. L’invio telematico parte dalle 11:00 del 28 luglio, secondo l’ordine cronologico di presentazione.

    Per tutti i dettagli tecnici, i requisiti completi e la modulistica ufficiale, fai sempre riferimento al regolamento ufficiale del bando pubblicato da Unioncamere Lombardia.e del regolamento ufficiale e della documentazione richiesta dal bando.

    Se desideri avere una consulenza gratuita in merito a questo argomento, contattaci saremo lieti di aiutare te e il tuo brand!

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